L’Associazione ARS ET LABOR da oltre dieci anni organizza e promuove un’attività didattica e concertistica ispirata con il massimo rigore ai principi della fenomenologia in correlazione con la musica come delineata da Sergiu Celibidache. Ogni aspetto, dalla formazione fino alla scelta del luogo di rappresentazione e alla scelta degli strumenti, viene di volta in volta ricondotto alle due questioni basilari: che cosa è il suono? e, che effetto fa il suono sulla coscienza?

ARS ET LABOR intenzionalmente non punta sull’“evento”. Ponendo la musica tra i massimi valori accessibili all’uomo, gli intenti dei promotori di ARS ET LABOR vanno piuttosto in direzione di un recupero di ciò che è stato definito “un umile artigianato”. Soltanto un paziente e lungimirante lavoro, sia per la preparazione dei futuri musicisti, sia per quel che riguarda una penetrazione profonda e capillare nel territorio fruitore può dare finalmente alla musica, tuttora confinata in un mondo elitario, quel ruolo d’arricchimento universale a livello individuale per il quale ogni patrimonio spirituale viene considerato tale.

Fondamentale a tale scopo si rivela il metodo fenomenologico: consapevoli che il musicista non fa che creare le condizioni perché la musica possa avvenire, i vari aspetti che conducono a ciò non sono mai considerati separatamente, sia nel lavoro col principiante, sia in concerto, sia nella ricerca scientifica. L’alta qualità, premessa indispensabile in correlazione con la musica, è così garantita dalla perenne attenzione a livello intersoggettivo.

ARS ET LABOR ha saputo difendere quest’operato in un momento di profonda crisi per l’arte, nel quale ogni aspetto della vita musicale pare debba sottomettersi ai più vili dettati della legge del mercato.

ARS ET LABOR è un’associazione legalmente riconosciuta, iscritta al Registro delle persone giuridiche della Prefettura di Perugia.

Le solide basi e l’estrema cura nell’affrontare i molteplici aspetti della formazione di un musicista sono stati riconosciuti dalla Presidenza della Repubblica con l’assegnazione di una medaglia nell’anno 2005.

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