Martina Stäuble, veneziana, si è diplomata in pianoforte a pieni vote e lode presso il Conservatorio di Venezia, dove successivamente ha conseguito anche i diplomi di Composizione e di Musica liturgica prepolifonica. Importante per la sua formazione è stato l'incontro con Sergiu Celibidache durante i seminari di fenomenologia a Saluzzo.  Già allieva di Jean Bernard Pommier, Pier Narciso Masi e Franco Rossi, continua i propri studi di fenomenologia in ARS ET LABOR, dal 2000 anche come docente.
 Da più di vent’anni attiva nel triveneto come concertista in veste di solista e in gruppi da camera, insegna pianoforte, musica da camera e teoria musicale. Attualmente risiede a Perugia.

Richiesta come pianista accompagnatore, ha collaborato con M.i quali M. Larrieu, V. Rozsa, F. Gulli, W. Christ, A. Adorján; quest’ultima pratica l’ha resa particolarmente sensibile al contrasto esistente tra il sapere ed il fare, che rende impossibile il reale accesso al vissuto del prezioso materiale lasciatoci dai compositori. L’intenso studio dei trattati di C. Ph. Em. Bach, H. Schenker e Padre Soler – collabora con Ch. Bützberger alla loro traduzione in italiano – rende infine possibile trascendere il dualismo tra teoria e pratica, rivelando ambedue come visioni parziali d’un unico processo creativo.

Nell’ambito del Progetto Scarlatti collabora alla realizzazione delle nuove edizioni.