Il Primo Omicidio

Il Primo Omicidio

Oratorio a 6 voci – con strom.ti

    

Interlocutori:

Eva – Soprano

Adamo – Tenore

Abele – Soprano 

Caino – Alto

Voce di Dio – Alto

Voce di Lucifero – Basso

 

Il Progetto Alessandro Scarlatti parte con una serie di stages effettuati nell’estate/autunno 2009 su Il Primo Omicidio, oratorio che Scarlatti scrisse per Venezia nel 1707.

Questo capolavoro unisce in sé tutti i pregi della somma arte del compositore.

Brani puramente strumentali ne scandiscono la segreta struttura interiore, perfetta e vigorosa: la Sinfonia iniziale con il suo solitario, sperduto inizio da parte di un violino solo, le Sinfonie che precedono gli interventi della Voce di Dio, i Gravi ed orridi che accompagnano l’apparizione di Lucifero, il brano che segue l’uccisione di Abele, fissano l’attenzione dell’ascoltatore con mezzi trascendenti, lontani da ogni interpretabilità, sulle stazioni essenziali della storia narrata.

La voce umana, nei sei personaggi Adamo ed Eva, Caino ed Abele, Voce di Dio e Lucifero è inserita nel meraviglioso tessuto polifonico con un’inesauribile fantasia melodica ed armonica, dove la metrica della parola, articolazione della lingua, viene posta in correlazione ed in perenne tensione con il ritmo e la metrica della musica.

La ingegnosa trama armonica utilizza per il processo modulatorio la cosiddetta aria da capo, in combinazione con i recitativi, la cui estrema chiarezza intervallica restituisce tutta la potenza al recitar cantando quasi espressione originaria dell’essere umano.

La raffinata strumentazione, che par esaurire tutte le combinazioni timbriche possibili tra le voci ed i soli strumenti ad archi e che riveste ogni aspetto psicologico del dramma, lascia stupefatti di fronte a tale ricchezza ottenuta con sì pochi mezzi.

Scarlatti crea un’architettura formale unica che permette anche all’ascoltatore di oggi di vivere l’inizio nella fine, toccando l’intero umano sentire. Possiamo dunque intuire, quale forte impatto questa musica ebbe sulla società dell’epoca e che l’utopia dell’Arcadia non ha ancora persa la sua attualità.

 

Ciò che distingue la realizzazione di ARS ET LABOR di questo oratorio è il fatto di aver affidato i ruoli di Caino ed Abele a due voci bianche, scelta resa obbligatoria da un serio approfondimento della strumentazione delle arie dei due personaggi. Il contenuto dell’oratorio ha così potuto essere recuperato in tutta la sua toccante profondità: è divenuto percorso formativo sia per l’uditorio sia per gli esecutori stessi, tanto sotto il profilo musicale, quanto

sotto quello umano.

Organico:

parti violini differenziate: 3, viola, parti violoncello differenziate: 2 (uno basso continuo, una parte di vcl.), contrabbasso, cembalo, fagotto ad lib.

durata: 2h 45min.

Materiale utilizzato:

  • partitura autografa (fotografie del microfilm dell’autografo conservato presso la San Francisco State University, Frank V. de Bellis Collection)
  • partitura a cura di Lino Bianchi, Roma, De Santis 1968
  • partitura e parti a cura di Martina Stäuble/Christa Bützberger;

 

 
Eva Ambra Valli                Adamo Michele Concato          
 
Voce di Dio Jung Eun Lee   Voce di Lucifero Se Min Kim
     
Abelle  e Caino Juan-André Turchetto/
Andrea Gavagnin
     

Sostituti:

Abelle                         Tiberio Toccaceli/Giulia Colombini             

Caino                          Nicolas Iles/Margherita Colombini    

Gruppo strumentale Concerto di ARS ET LABOR 
diretto da Christa Bützberger

Sono in programma repliche a Varese, Bologna e Venezia. Speriamo di realizzarlo in più luoghi possibile in Italia e all’estero.

 

Video estratti dall’esecuzione del 12 novembre 2009

Recensione dell’esecuzione del 12 novembre 2009