EDMUND HUSSERL

«Ognuno che vuole diventare filosofo, si "deve" una volta nella sua vita ritirare su se stesso e sperimentare il ribaltamento di tutte le scienze finora per lui valenti e la loro ricostruzione. Filosofica saggezza (sagesse) - è un affare del tutto personale del filosofando. Essa deve diventare la sua saggezza, con il suo sapere autonomamente conquistato, universalmente progredente, di cui egli può assumersi la responsabilità dall'inizio ed in ogni passo e per evidenza assoluta. Se ho preso la decisione di vivere in direzione di questa meta, dunque preso la decisione, che sola mi possa portare dentro un divenire filosofico, allora ho scelto l'inizio della assoluta povertà di cognizione. In questo inizio è evidentemente la prima cosa riflettere, come io possa trovare un metodo di procedimento che mi conduca verso un autentico sapere.»

(Meditazioni cartesiane, Introduzione § 1)

«Escludere tutte le abitudini di pensiero finora vigenti, riconoscere le delimitazioni dello spirito ed abbatterle, con le quali esse circondano l'orizzonte del nostro pensare, ed ora in piena libertà di pensiero afferrare i problemi filosofici autentici, da porsi in modo completamente nuovo, resici accessibili soltanto dall'orizzonte ormai illimitato da tutte le parti - queste sono dure pretese. Niente di meno però è richiesto. Infatti, ciò rende l'appropriazione dell'essenza della fenomenologia, la comprensione del senso proprio della sua problematica e della sua relazione con tutte le altre scienze (ed in particolare con la psicologia) sì straordinariamente difficile, che per tutto ciò è necessario, rispetto all'orientamento d'esperienza e di pensiero naturale, un modo d'orientamento nuovo, completamente modificato. Imparare a muoversi in esso liberamente, senza alcuna ricaduta nei vecchi atteggiamenti, imparare a vedere ciò che sta davanti agli occhi, a distinguerlo, richiede inoltre propri e faticosi studi.»

(Idee per una fenomenologia pura e filosofia fenomenologica, Introduzione)

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