Dal medesimo deserto, alla medesima notte,
sempre i miei occhi lassi si svegliano alla stella d’argento,
sempre, senza che si commuovano i Re della vita,
il cuore, l’anima, lo spirito.
Quando andremo noi, di là delle mandre e dei monti,
a salutare la nascita del lavoro nuovo,
la saggezza nuova, la fuga dei tiranni e dei demoni,
la fine della superstizione, ad adorare – i primi! –
Natale sulla terra. (Arthur Rimbaud)

 

 

Abbiamo avuto la fortuna di accedere al mondo della musica sacra di Alessandro Scarlatti attraverso le porte regali: le Cantate pastorali per la nascita di N. S. e la Passio D. N. Jesus Christi secundum Joannem Alessandro Scarlatti. Abbiamo potuto intravedere la infinita tenerezza, la pura gioia, la consapevolezza del dolore, inconsolabile (niente Corali!) e tutto ciò che, a parte i sommi mistici e poeti, non si  può avvicinare in parole.

Ci siamo sentiti poveri, privati di qualcosa che certamente sorreggeva il genio, una concezione di religiosità che niente ha a che spartire con ciò che associamo a questo termine. È evidente che la sete è aumentata: approfondiremo nelle nostre ricerche interiori il “lavoro nuovo” (Rimbaud).

© ARS ET LABOR