Anch'io vorrei che ci fosse, evidentemente, una maggiore consapevolezza dei doveri che abbiamo e vorrei che ci fosse l'Italia che io, ogni tanto, mi perdo a sognare: un'Italia consapevole che i suoi mali sono chiaramente sormontabili e niente affatto ineluttabili, un paese dove si avesse coscienza che siamo un paese invidiato e stupendo, dove tutto quello che si fa è una forma di incredibile masochismo per distruggere le pazzesche, meravigliose, affascinanti qualità di questo paese. Vorrei un'Italia non, così, festivaliera e soddisfatta e assolutoria, ma, certamente consapevole che tutto quello che abbiamo potrebbe essere valorizzato, a vantaggio non soltanto di un'immagine stupefacente e allettante ancor più di quanto non sia, ma certamente in una pace sociale che permettesse, per esempio, il rinascere di tutta la valorizzazione di questo paese stupendo, dove c'è veramente tutto; senza cadere nella retorica delle Alpi e del mare e delle città e dei quadri, ma abbiamo veramente tutto. ... Dovremmo ricordarci che la bellezza non è un dono inalterabile. Bisognerebbe saperci organizzare. (Romolo Valli)

 

La musica di Alessandro Scarlatti, il sommo compositore italiano è uno dei più splendidi tesori del patrimonio culturale universale. Possiamo però paragonare la sua condizione a quella di una città sepolta, come poteva essere Pompei, della quale si è scoperto un ingresso e poco altro: abbiamo intravisto una meraviglia, ma in modo molto parziale. Fuor di metafora, lo stato delle cose è che questi capolavori giacciono per la gran parte in forma di manoscritto in biblioteche ed archivi di tutto il mondo, a volte nemmeno catalogati. Accedervi è spesso un’operazione molto complicata; inoltre essi non possono essere direttamente utilizzati per l’esecuzione.

Portare alla luce le fonti è un primo passo, indispensabile ma, se fine a se stesso, di poco valore. Noi dobbiamo riportare in vita questi capolavori.

Il metodo fenomenologico, che ci permette di indagare i rapporti immutabili che il compositore ha fissato nella partitura, offre una preziosa via di accesso. Il lavoro necessario è lungo e serio: la musica di Scarlatti si distingue per la rigorosa scrittura contrappuntistica, per l’arditezza armonica e per un virtuosismo sostanziale e non esteriore.

Per questo, a partire dal 2009, ARS ET LABOR ha avviato, sotto la direzione artistica di Christa Bützberger, il Progetto Alessandro Scarlatti, un progetto di studio e ricerca a lungo termine intorno all’opera del compositore che si rivolge a musicisti, pubblico e mondo scientifico.

Promuoviamo inoltre una raccolta digitale delle fonti, come base per una futura edizione integrale delle opere.

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